Il segreto sullo studio del basso elettrico che nessun insegnante ti dirà mai

Jaco Pastorius al piano

Quello che scoprirai leggendo questo articolo potrebbe aprirti gli occhi sul tuo futuro di bassista e incoraggiarti a una nuova evoluzione.

Ovviamente se sei un musicista motivato e sempre alla ricerca di soluzioni valide.

Mi sto riferendo a una pratica che purtroppo la maggioranza degli insegnanti ignora, quindi difficilmente ti avranno stimolato in tal senso!

Se sei un bassista pigro o ti senti già arrivato, ti direi di fermarti qui perché quello che leggerai forse non ti piacerà molto…

Se invece vuoi saperne di più continua a leggere.

Un po’ di storia personale

Partiamo dal principio. Appena comprato il mio primo basso elettrico, a 16 anni, trascorrevo i pomeriggi a “smanettare”. Mi immaginavo di arrivare un giorno a eguagliare i miei idoli, che allora erano i grandi del rock anni Settanta: Led Zeppelin, Deep Purple, Pink, ecc..

Chiaramente dopo un paio di mesi di inutili quanto frustranti tentativi, capii che da solo non ce la potevo fare. Avevo bisogno di trovare al più presto qualcuno in grado di insegnarmi a utilizzare lo strumento in maniera decente.

Ero piuttosto giovane e non avevo la possibilità di spostarmi facilmente. Tra l’altro ti ricordo che a inizio anni Ottanta internet non c’era. Così mi rivolsi a un bravo chitarrista della zona che iniziò a darmi qualche lezione, ovviamente di basso, insegnandomi i primi rudimenti. Partii quindi col plettro, come faceva lui.

Il vero flash fu che dopo 4/5 mesi di studio continuativo, mi consigliò di affiancare al basso anche la chitarra. La frase fatidica che mi disse e che mi ha segnato fu:

il basso è uno strumento a metà tra batteria e chitarra. Se impari a suonare anche questi due strumenti diventerai un bassista completo

Intendeva dire che la cosa migliore è praticare lo studio della ritmica, della melodia e dell’armonia non solo sul basso, ma anche separatamente su chitarra e batteria, strumenti privilegiati per questi tipi di materie. E così feci. Per inciso, la chitarra l’ho poi suonata anche professionalmente in varie formazione, addirittura anche per Piovani.

Negli anni seguenti capii che per andare oltre dovevo lavorare anche su un altro strumento. Lo strumento principe per eccellenza: il pianoforte! Cominciai così uno studio molto approfondito del piano classico, per approdare poi all’armonia e alle tecniche di composizione classica, che ho usato nell’improvvisazione sia rock che jazz.

Ecco il segreto. La differenza che fa la differenza

In definitiva riconosco che materie come pianoforte, composizione, chitarra e poi contrabbasso (in cui mi sono diplomato) mi hanno dato l’impronta più forte su come suonare il basso elettrico.

La visione che questi strumenti danno ai bassisti è tanto forte quanto difficile da spiegare.

Di sicuro se mi fossi limitato allo studio del basso elettrico, non sarei in grado come sono ora di organizzare un certo accordo o elaborare un nuovo arrangiamento di un brano mio o di altri. Potrei solo vagamente immaginare…

Nell’insegnamento non ho quindi potuto escludere l’importanza di questa mia esperienza. Nei programmi di basso elettrico e contrabbasso (jazz o classico) ho infatti inserito lo studio complementare del piano e della composizione, in genere dal II livello.

Questo tipo di percorso porta i ragazzi ad avere un rapporto molto più profondo con la musica. Li stimola a dedicarsi a un lavoro di composizione consapevole e organizzato.

Come puoi valorizzare al massimo le tue doti artistiche?

In effetti una domanda che mi sono fatto io per primo, e che faccio anche a te è la seguente.

Quando avrai imparato a suonare molto bene il basso elettrico (o qualsiasi altro strumento), cosa intendi fare per valorizzare le tue capacità artistiche e coinvolgere il pubblico? Non avrai intenzione di limitarti a fare il musicista accompagnatore, suppongo!

Credo che lo sbocco ideale, quello che dà maggiore soddisfazione, è comporre brani che mettono in luce la capacità tecnica, il gusto, il talento…

Ma qual è l’unico vero modo per sviluppare le tue idee musicali e dare voce alla tua personalità in maniera creativa e intelligente?

Sicuramente conoscere almeno le basi del pianoforte, dell’armonia e dei principali strumenti con cui ti trovi a suonare (se sei in un gruppo).

I grandi bassisti come Marcus Miller, Jaco Pastorius, Jeff Berlin, John Patitucci… tutti hanno o avevano queste conoscenze, raggiungendo livelli compositivi quasi inarrivabili.

Forse non diventeremo mai compositori come loro o come Duke Ellington, Charles Mingus o David Holland. OK, però possiamo lavorare al massimo per esprimere noi stessi attraverso il gruppo con cui suoniamo.

E se non ho mai studiato né pianoforte né armonia… non ho speranze?

Beh, dipende da quello che vuoi fare, dalle tue aspirazioni. Se ti accontenti del classico ruolo di “bassista di sottofondo”, allora sei a posto anche così.

Se invece:

  • senti un forte impulso creativo
  • hai idee musicali o emozioni che vuoi esprimere con la tua musica
  • vuoi imparare a improvvisare uscendo dai binari già percorsi mille volte da altri

allora devi trovare un modo per rimediare al più presto alle tue lacune!

Scegli un insegnante di basso che abbia un po’ di pratica anche sul pianoforte. Un insegnante che ti faccia lavorare seguendo un programma di base che prevede anche questa materia.

Se non lo trovi, almeno cerca un insegnante che non ti ostacoli nella tua ricerca di un secondo insegnante con cui studiare piano e armonia, sempre con un programma preciso.

All’inizio ti sembrerà di disperdere energie. Dopo alcuni mesi di studio costante inizierai a vedere i frutti delle tue fatiche.

E sai da cosa ti accorgerai di essere sulla buona strada?

Dal fatto che da un momento all’altro il tuo batterista e il tuo chitarrista cominceranno a ringraziarti sentitamente. Finalmente si sentiranno capiti e l’insieme del gruppo risulterà perfettamente amalgamato.

Oltre a ciò, sarai in grado di apportare nuove idee e trovare soluzioni di arrangiamento e sviluppo dei brani ben oltre quello che ti eri sognato di fare prima!

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4 commenti

  1. ciao Tiziano, infatti dopo aver letto questo tuo articolo ho deciso di prendere lezioni di piano.
    una domanda c’e’ speranza di veder pubblicati i libri che sono di uso esclusivo della tua scuola?
    io ho i due libri di bassista contemporaneo e sono fantastici.
    grazie
    ciao

  2. Ciao Sergio, grazie del feedback! Fai benissimo a studiare anche piano, vedrai che ti cambierà la vita come musicista. Con Tiziano stiamo valutando di pubblicare anche il metodo di pianoforte per non-pianisti, perché abbiamo avuto molte richieste. Ti terremo aggiornato!

  3. Ottimo articolo davvero interessante.
    Sono d’accordo per tutto.
    Io purtroppo non ho basi fondamentali di pianoforte.
    Ho voluto intraprendere lo studio del basso nonostante sia un trombonista.
    Il pianoforte è alla base di tutto per capire al meglio le nozioni fondamentali dell armonia e composizione……

  4. Grazie del riscontro Piero! Tiziano mi ha detto di riferirti che sta preparando del materiale anche sull’argomento armonia e composizione, ovviamente sempre online… Teniamoci in contatto 😀

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